OMNIBUS/4. OK A SCUOLA, FORMAZIONE, LAVORO E DEMANIO. DOMANI SI CHIUDE


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20.05.2026
19:43
Scontro su proposta Buna (poi ritirata) di istituire Cr Giovani

(ACON) Trieste, 20 mag - Con il voto favorevole della Maggioranza, il Consiglio regionale ha approvato anche gli articoli del Capo VI del ddl Omnibus, dedicati alle disposizioni in materia di istruzione, formazione e lavoro di competenza dell'assessore Alessia Rosolen. L'Aula ha poi dato il via libera, sempre a maggioranza, anche gli articoli del Capo VII concernenti il Demanio, di competenza dell'assessore Sebastiano Callari.

Per quanto riguarda l'istruzione, un emendamento della Giunta stanzia 1 milione di euro per il 2026 a favore dei servizi integrati extracurricolari complementari all'offerta scolastica, con l'obiettivo di garantire agli utenti la continuità di servizi importanti per le famiglie e per l'organizzazione delle attività scolastiche. Vengono poi destinati 36 mila euro a quattro istituti individuati dall'Ufficio scolastico regionale per avviare un progetto educativo dedicato all'inclusione e al successo formativo degli alunni con disabilità complessa, con particolare attenzione alla gestione delle situazioni di crisi.

Sale inoltre al 5 per cento la quota di riserva dello stanziamento complessivo destinato alle scuole paritarie dell'infanzia situate nelle aree interne o nei Comuni con popolazione pari o inferiore ai 5mila abitanti.

Sul versante della formazione, viene autorizzato un contributo complessivo triennale di 100mila euro alla Fondazione Scriptorium Foroiuliense per la realizzazione di percorsi formativi dedicati alla figura del tecnico del segno. Un altro emendamento modifica la disciplina regionale sull'accreditamento dei soggetti formatori per la sicurezza sul lavoro, consentendo l'accreditamento anche a soggetti con scopo di lucro, purché dotati di sede legale o operativa in Friuli Venezia Giulia.

Per quanto riguarda il lavoro e le politiche attive, tra le novità illustrate in Aula da Rosolen figurano 500mila euro per il 2026 sul Fondo sociale europeo Plus 2021-27, destinati al programma relativo ai servizi e agli interventi di prossimità e all'attivazione sperimentale di cooperative di comunità.

Viene ampliato l'accesso agli incentivi al lavoro, prevedendo che possano beneficiarne non solo i residenti, ma anche i domiciliati sul territorio regionale. Infine, vengono introdotte anche misure di semplificazione nell'accesso ai contributi.

Nel corso del dibattito sono state presentate diverse proposte emendative sul diritto allo studio (tutte bocciate), in particolare da Serena Pellegrino (Avs), Laura Fasiolo (Pd), Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) e Rosaria Capozzi (M5s). Gli emendamenti riguardavano soprattutto la possibilità di prevedere maggiore flessibilità per gli studenti chiamati a restituire borse di studio dopo l'interruzione del percorso universitario, con rateizzazioni e dilazioni dei pagamenti più sostenibili, in particolare nei casi di fragilità economica, sociale, familiare, sanitaria o lavorativa. "Una borsa di studio non può diventare un debito esigibile per chi si trova in una situazione di disagio", ha detto Pellegrino. Le ha fatto eco il capogruppo del Pd, Diego Moretti, osservando che "è vero che non è sempre possibile definire tutte le situazioni di fragilità, ma almeno sul fronte della rateizzazione si può intervenire rendendola più sostenibile".

Rosolen ha difeso ancora una volta la misura, ricordando "la necessità di tutelare anche gli studenti che, pur avendone diritto, rischiano di non percepire borse di studio a causa di risorse già assegnate e poi non restituite da altri beneficiari".

Il vero scontro politico si è acceso, però, sull'emendamento di Lucia Buna (Lega) per istituire il Consiglio regionale dei giovani del Friuli Venezia Giulia, organismo pensato per promuovere partecipazione, educazione civica e raccordo tra consulte giovanili, scuole, università, associazioni ed enti del Terzo settore. Buna ha ritirato l'emendamento "per arrivare a una formulazione più condivisa con l'Aula e tecnicamente più solida", anche alla luce delle osservazioni emerse dagli altri gruppi di Maggioranza e dal presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin. Il nodo principale riguardava, infatti, la composizione dell'organismo: se la Consulta fosse stata formata esclusivamente dai rappresentanti delle consulte comunali - ha spiegato il presidente del Cr - sarebbero rimasti esclusi i giovani residenti nei Comuni che non hanno ancora istituito una propria consulta, determinando così una disparità di rappresentanza tra territori.

Il gruppo Pd, con Moretti, ha però fatto proprio l'emendamento, poi bocciato, chiedendo di votarlo subito. Da più parti, tra i consiglieri di minoranza, è stato sottolineato che la "partecipazione giovanile è un tema troppo importante per essere rinviato" e che il testo "avrebbe potuto essere approvato subito, per poi essere eventualmente corretto in sede di Assestamento estivo".

A quel punto il confronto si è spostato dal merito della Consulta al metodo politico seguito in Aula.

Markus Maurmair (FdI) e Simone Polesello (Fedriga presidente) hanno parlato di "strumentalizzazione da parte del Pd". Il capogruppo della Lega, Antonio Calligaris, rinviando a una futura proposta di legge di Buna, ha accusato le Opposizioni di "scorrettezza politica e di scarso interesse reale per la questione giovani". Sulla stessa linea anche il capogruppo di Forza Italia, Andrea Cabibbo, che ha ribadito la "condivisione unanime dell'Aula dell'obiettivo di avvicinare i giovani alla politica", richiamando però le criticità tecniche indicate da Bordin.

Di segno opposto la lettura di Francesco Russo (Pd), che ha definito la gestione della vicenda una scena "poco edificante da parte della Maggioranza" e ha parlato di "una resa dei conti tutta interna ai partiti di Centrodestra". I colleghi dem Moretti, Nicola Conficoni, Andrea Carli e Massimo Mentil hanno respinto le accuse, sostenendo che "fare proprio l'emendamento significasse riconoscerne il valore e chiedere un primo passo concreto sulla questione".

La seconda giornata del Consiglio regionale si è quindi conclusa con l'approvazione dei primi cinque articoli del Capo IX di competenza dell'assessore alla Difesa dell'ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile, Fabio Scoccimarro. Dopo la votazione, il presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin, ha sospeso i lavori, dando appuntamento a domani alle 10 per la prosecuzione dell'esame dei restanti articoli ed emendamenti. Si passerà poi ai capi di competenza degli assessori Riccardo Riccardi (Salute e Protezione civile), Stefano Zannier (Risorse agricole e forestali) e Barbara Zilli (Finanze). A seguire, il Question time.

4 - fine ACON/SM-fc



  • I lavori dell'Aula
    I lavori dell'Aula
  • Markus Maurmair (FdI) e Lucia Buna (Lega)
    Markus Maurmair (FdI) e Lucia Buna (Lega)
  • Il capogruppo del Pd, Diego Moretti
    Il capogruppo del Pd, Diego Moretti
  • Nicola Conficoni (Pd) e i consiglieri del Gruppo Misto
    Nicola Conficoni (Pd) e i consiglieri del Gruppo Misto