OMNIBUS/4. OK A SCUOLA, FORMAZIONE, LAVORO E DEMANIO. DOMANI SI CHIUDE
Scontro su proposta Buna (poi ritirata) di istituire Cr Giovani
(ACON) Trieste, 20 mag - Con il voto favorevole della
Maggioranza, il Consiglio regionale ha approvato anche gli
articoli del Capo VI del ddl Omnibus, dedicati alle disposizioni
in materia di istruzione, formazione e lavoro di competenza
dell'assessore Alessia Rosolen. L'Aula ha poi dato il via libera,
sempre a maggioranza, anche gli articoli del Capo VII concernenti
il Demanio, di competenza dell'assessore Sebastiano Callari.
Per quanto riguarda l'istruzione, un emendamento della Giunta
stanzia 1 milione di euro per il 2026 a favore dei servizi
integrati extracurricolari complementari all'offerta scolastica,
con l'obiettivo di garantire agli utenti la continuità di servizi
importanti per le famiglie e per l'organizzazione delle attività
scolastiche. Vengono poi destinati 36 mila euro a
quattro istituti individuati dall'Ufficio scolastico regionale
per avviare un progetto educativo dedicato all'inclusione e al
successo formativo degli alunni con disabilità complessa, con
particolare attenzione alla gestione delle situazioni di crisi.
Sale inoltre al 5 per cento la quota di riserva dello
stanziamento complessivo destinato alle scuole paritarie
dell'infanzia situate nelle aree interne o nei Comuni con
popolazione pari o inferiore ai 5mila abitanti.
Sul versante della formazione, viene autorizzato un contributo
complessivo triennale di 100mila euro alla Fondazione Scriptorium
Foroiuliense per la realizzazione di percorsi formativi dedicati
alla figura del tecnico del segno. Un altro emendamento modifica
la disciplina regionale sull'accreditamento dei soggetti
formatori per la sicurezza sul lavoro, consentendo
l'accreditamento anche a soggetti con scopo di lucro, purché
dotati di sede legale o operativa in Friuli Venezia Giulia.
Per quanto riguarda il lavoro e le politiche attive, tra le
novità illustrate in Aula da Rosolen figurano 500mila euro per il
2026 sul Fondo sociale europeo Plus 2021-27, destinati al
programma relativo ai servizi e agli interventi di prossimità e
all'attivazione sperimentale di cooperative di comunità.
Viene ampliato l'accesso agli incentivi al lavoro, prevedendo che
possano beneficiarne non solo i residenti, ma anche i domiciliati
sul territorio regionale. Infine, vengono introdotte anche misure
di semplificazione nell'accesso ai contributi.
Nel corso del dibattito sono state presentate diverse proposte
emendative sul diritto allo studio (tutte bocciate), in
particolare da Serena Pellegrino (Avs), Laura Fasiolo (Pd), Furio
Honsell (Open Sinistra Fvg) e Rosaria Capozzi (M5s). Gli
emendamenti riguardavano soprattutto la possibilità di prevedere
maggiore flessibilità per gli studenti chiamati a restituire
borse di studio dopo l'interruzione del percorso universitario,
con rateizzazioni e dilazioni dei pagamenti più sostenibili, in
particolare nei casi di fragilità economica, sociale, familiare,
sanitaria o lavorativa. "Una borsa di studio non può diventare un
debito esigibile per chi si trova in una situazione di disagio",
ha detto Pellegrino. Le ha fatto eco il capogruppo del Pd, Diego
Moretti, osservando che "è vero che non è sempre possibile
definire tutte le situazioni di fragilità, ma almeno sul fronte
della rateizzazione si può intervenire rendendola più
sostenibile".
Rosolen ha difeso ancora una volta la misura, ricordando "la
necessità di tutelare anche gli studenti che, pur avendone
diritto, rischiano di non percepire borse di studio a causa di
risorse già assegnate e poi non restituite da altri beneficiari".
Il vero scontro politico si è acceso, però, sull'emendamento di
Lucia Buna (Lega) per istituire il Consiglio regionale dei
giovani del Friuli Venezia Giulia, organismo pensato per
promuovere partecipazione, educazione civica e raccordo tra
consulte giovanili, scuole, università, associazioni ed enti del
Terzo settore. Buna ha ritirato l'emendamento "per arrivare a una
formulazione più condivisa con l'Aula e tecnicamente più solida",
anche alla luce delle osservazioni emerse dagli altri gruppi di
Maggioranza e dal presidente del Consiglio regionale, Mauro
Bordin. Il nodo principale riguardava, infatti, la composizione
dell'organismo: se la Consulta fosse stata formata esclusivamente
dai rappresentanti delle consulte comunali - ha spiegato il
presidente del Cr - sarebbero rimasti esclusi i giovani residenti
nei Comuni che non hanno ancora istituito una propria consulta,
determinando così una disparità di rappresentanza tra territori.
Il gruppo Pd, con Moretti, ha però fatto proprio l'emendamento,
poi bocciato, chiedendo di votarlo subito. Da più parti, tra i
consiglieri di minoranza, è stato sottolineato che la
"partecipazione giovanile è un tema troppo importante per essere
rinviato" e che il testo "avrebbe potuto essere approvato subito,
per poi essere eventualmente corretto in sede di Assestamento
estivo".
A quel punto il confronto si è spostato dal merito della Consulta
al metodo politico seguito in Aula.
Markus Maurmair (FdI) e Simone Polesello (Fedriga presidente)
hanno parlato di "strumentalizzazione da parte del Pd". Il
capogruppo della Lega, Antonio Calligaris, rinviando a una futura
proposta di legge di Buna, ha accusato le Opposizioni di
"scorrettezza politica e di scarso interesse reale per la
questione giovani". Sulla stessa linea anche il capogruppo di
Forza Italia, Andrea Cabibbo, che ha ribadito la "condivisione
unanime dell'Aula dell'obiettivo di avvicinare i giovani alla
politica", richiamando però le criticità tecniche indicate da
Bordin.
Di segno opposto la lettura di Francesco Russo (Pd), che ha
definito la gestione della vicenda una scena "poco edificante da
parte della Maggioranza" e ha parlato di "una resa dei conti
tutta interna ai partiti di Centrodestra". I colleghi dem
Moretti, Nicola Conficoni, Andrea Carli e Massimo Mentil hanno
respinto le accuse, sostenendo che "fare proprio l'emendamento
significasse riconoscerne il valore e chiedere un primo passo
concreto sulla questione".
La seconda giornata del Consiglio regionale si è quindi conclusa
con l'approvazione dei primi cinque articoli del Capo IX di
competenza dell'assessore alla Difesa dell'ambiente, Energia e
Sviluppo sostenibile, Fabio Scoccimarro. Dopo la votazione, il
presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin, ha sospeso i
lavori, dando appuntamento a domani alle 10 per la prosecuzione
dell'esame dei restanti articoli ed emendamenti. Si passerà poi
ai capi di competenza degli assessori Riccardo Riccardi (Salute e
Protezione civile), Stefano Zannier (Risorse agricole e
forestali) e Barbara Zilli (Finanze). A seguire, il Question time.
4 - fine
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